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Il management aziendale nell’era del web 2.0

by admin on Sep.30, 2009, under Leadership Coaching e Management

L’esplosione di quel fenomeno sociale chiamato web 2.0 rispecchia un profondo cambiamento culturale della società, sia nella gestione del tempo libero che nell’approccio all’attività lavorativa.
Rispetto ai modelli vincenti di qualche anno fa basati sulla semplice e singola fruizione dell’informazione, infatti, oggi vince la cooperazione e la co-creazione realizzata da persone tra loro connesse.
Basti pensare a come Wikipedia (conoscenza collettiva) abbia sostituito le classiche enciclopedie online (senza parlare di quelle cartacee), oppure a come ai classici siti web si siano sostituiti i blog ed i social network (dialogo, scambio) e, infine, a come ai siti download-oriented sia prevalente il fenomeno del file sharing o della condivisione (es. Youtube).
Il Web 2.0, quindi, aumenta l’attitudine alla collaborazione e la richiesta di trasparenza, rischiando di rendere obsolete le strutture organizzative attuali con la loro rigida definizione di ruoli, responsabilità e percorsi di carriera, e con una visione di lungo periodo poco chiara, sostituita da un’estrema focalizzazione su obiettivi di breve periodo.
Conseguentemente a questa rivoluzione culturale, anche il modello di business protrebbe tendere ad una struttura decentralizzata: un’organizzazione people-centered creata da un network di persone che partecipano alle decisioni che le riguardano da vicino.
In un contesto così strutturato occorre un radicale cambiamento del management, in grado di adeguarsi rapidamente ai nuovi modelli, pena prestazioni ridotte o l’uscita dai mercati. Il manager 2.0 avrà sempre meno bisogno di essere autoritario per raggiungere obiettivi di eccellenza; dovrà quindi promuovere la cooperazione rispetto alla competizione, fornire una vision chiara e condivisibile, fare pressione sui risultati attraverso un comportamento esemplare.
Da dove iniziare? Sicuramente da tre elementi fondamentali:
- Visione, cioè guardare lontano
“Se ho visto lontano è perchè stavo sulle spalle dei giganti” (Isaac Newton)
- Dialogo, cioè connettersi alla rete dei propri collaboratori
“La natura ci ha dato due orecchie ed una lingua in modo tale da poter ascoltare il doppio di quanto dovremmo parlare” (Epiteto)
- Fiducia in se stessi e negli altri
“I dubbi o la fiducia che hai nel prossimo sono strettamente connessi con i dubbi o la fiducia che hai in te stesso” (Khalil Gibran)

L’esplosione di quel fenomeno sociale chiamato Web 2.0 rispecchia un profondo cambiamento culturale della società, sia nella gestione del tempo libero che nell’approccio all’attività lavorativa.

Rispetto ai modelli vincenti di qualche anno fa basati sulla semplice e singola fruizione dell’informazione, infatti, oggi vince la cooperazione e la co-creazione realizzata da persone tra loro connesse.

Basti pensare a come Wikipedia (conoscenza collettiva) abbia sostituito le classiche enciclopedie online (senza parlare di quelle cartacee), oppure a come ai  siti web tradizionali si siano sostituiti i blog ed i social network (fondati sul dialogo e sullo scambio) e, infine, a come ai siti download-oriented sia prevalente il fenomeno del file sharing o della condivisione (es. Youtube).

Il Web 2.0, quindi, aumenta l’attitudine alla collaborazione e la richiesta di trasparenza, rischiando di rendere obsolete le strutture organizzative attuali con la loro rigida definizione di ruoli, responsabilità e percorsi di carriera, e con una visione di lungo periodo poco chiara, sostituita da un’estrema focalizzazione su obiettivi di breve periodo.

Conseguentemente a questa rivoluzione culturale, anche il modello di business potrebbe tendere ad una struttura decentralizzata: un’organizzazione people-centered creata da un network di persone che partecipano alle decisioni che le riguardano da vicino.

In un contesto così strutturato occorre un radicale cambiamento del management, in grado di adeguarsi rapidamente ai nuovi modelli, pena prestazioni ridotte o l’uscita dai mercati. Il manager 2.0 avrà sempre meno bisogno di essere autoritario per raggiungere obiettivi di eccellenza; dovrà invece promuovere la cooperazione rispetto alla competizione, fornire una vision chiara e condivisibile, fare pressione sui risultati attraverso un comportamento esemplare.

Da dove iniziare? Sicuramente da tre elementi fondamentali:

- Visione, cioè guardare lontano

“Se ho visto lontano è perchè stavo sulle spalle dei giganti” (Isaac Newton)

- Dialogo, cioè connettersi alla rete dei propri collaboratori

“La natura ci ha dato due orecchie ed una lingua in modo tale da poter ascoltare il doppio di quanto dovremmo parlare” (Epiteto)

- Fiducia in se stessi e negli altri

“I dubbi o la fiducia che hai nel prossimo sono strettamente connessi con i dubbi o la fiducia che hai in te stesso” (Khalil Gibran)

Tre elementi essenziali, come già detto, per adeguarsi ai nuovi canoni sociali e culturali ed essere in grado di gestire da protagonisti la transizione da enterprise 1.0 ad enterprise 2.0.

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