Leadership Coaching e Management
Crisis
by admin on Oct.22, 2009, under BPR/BPM, Leadership Coaching e Management
L’attuale crisi che attanaglia l’economia mondiale, caratterizzata anche da una profonda incertezza sui tempi e sulle modalità della sua risoluzione, impone alle aziende la necessità di adottare in tempi rapidi azioni e contromisure efficaci in grado di contrastarne gli impatti negativi sui ricavi e sulle marginalità.
Le strade percorribili sono essenzialmente due: adottare politiche di severa riduzione dei costi al fine di salvaguardare la marginalità sul breve periodo oppure sviluppare piani di investimento per introdurre innovazioni a tutti i livelli (di prodotto, di processo e organizzative) che consentano di guadagnare gradi di competitività oltre che di efficienza.
Ma si risparmia davvero e in modo continuativo e stabile nel tempo tagliando i costi? E quanto costa non innovare?
Prima di fare qualsiasi considerazione è il caso di capire la reale etimologia della parola crisi. Crisi deriva dal greco “crisis” che significa letteralmente “momento di passaggio”. In cinese, inoltre, l’ideogramma che identifica la parola crisi è composto dal carattere “wei”, che significa pericolo, e dal carattere “ji”, che indica opportunità. Credo proprio che in nessuna altra lingua sia così ben condensato il significato del suo termine.
La crisi è quindi un momento di passaggio, di cambiamento: nessuno è quello di prima dopo aver attraversato una crisi, e questo vale anche nel mondo aziendale. Si può dire che la situazione di crisi esaspera l’applicazione del principio darwiniano del “tutto ciò che non si evolve si estingue”, costringendo l’azienda a mutare le proprie caratteristiche pena la sua sopravvivenza. Tuttavia, mentre nella genetica molto è legato al caso, nell’organizzazione aziendale il cambiamento deve essere programmato e perseguito con decisione.
La crisi, inoltre, rappresenta una opportunità. L’opportunità di migliorarsi, di superare i propri limiti, di dare il massimo e, strettamente in senso aziendale, di ottimizzare l’efficienza. Il problema è che, spesso, non è percepita come “ji” ma solo come “wei”, pericolo, chiudendosi a riccio, tagliando indiscriminatamente, adottando misure difensive che possono sembrare utili nel breve periodo ma si rivelano fortemente penalizzanti nel medio-lungo.
Ritornando alle domande precedenti, quindi, ritengo molto importante non fermarsi al mero cost saving di breve periodo in quanto non consente di creare benefici tangibili e sostenibili nel tempo. L’IT può essere una leva importante per generare nuove efficienze e supportare le aziende nella ricerca e realizzazione di vantaggi competitivi. E’ tuttavia necessario un salto di qualità nel posizionamento dell’IT all’interno delle aziende affinchè possa avvicinarsi al business e supportare realmente i processi di cambiamento e innovazione. E’ inoltre importante che il mondo dell’offerta si incentri su nuovi modelli di erogazione del servizio fondati sul risultato che possono portare (es. SaaS) e non solo sui “mezzi” che possono mettere a disposizione.

La crisi è la migliore benedizione che possa capitare a persone e Nazioni, perchè la crisi porta progresso. La creatività nasce dalle difficoltà, proprio come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ dalla crisi che procedono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi, supera se stesso.
Coloro che attribuiscono alla crisi i propri insuccessi e disagi, inibiscono il proprio talento: si centrano sui problemi e ignorano le soluzioni. Senza crisi non vi sono meriti, né sfide; e senza sfide la vita è una lenta agonia.
E’ dalla crisi che affiora il meglio di ciascuno, poichè senza crisi ogni vento è una carezza. Parlare troppo di crisi significa consolidarla, non parlarne o ignorarla vuol dire esaltare il conformismo.
Non possiamo pretendere che le cose cambino ripetendo ciclicamente gli stessi comportamenti.
La vera crisi che ci minaccia è la rinuncia alla lotta.
Albert Einstein
Vision aziendale: le competenze distintive
by admin on Oct.03, 2009, under Leadership Coaching e Management

Ogni organizzazione presenta caratteristiche differenti connesse al proprio contesto e al proprio ambito di azione.
Le competenze distintive rappresentano le risorse chiave per la singola organizzazione, quelle che le consentono di differenziarsi e divenire competitiva rispetto alle altre; sono punti di forza specifici di un’organizzazione difficilmente trasferibili o replicabili in contesti diversi.
Le caratteristiche che qualificano tali competenze sono essenzialmente due:
• il valore, la competenza ha valore elevato quando porta valore aggiunto e consente di apportare miglioramenti effettivi alla qualità i risultati;
• l’unicità, connessa alla difficoltà di riprodurre e imitare competenze in contesti organizzativi differenti.
In questo breve terzo articolo dedicato alla vision aziendale presenterò quelle che ritengo possano essere alcune competenze distintive di un’azienda nell’ottica di una differenziazione dai propri competitor. Le considerazioni sono state elaborate in relazione ad un caso specifico ma, in linea di massima, possono valere per qualsiasi azienda che punta ad elevati standard di qualità e customer satisfaction in settori altamente concorrenziali e fondati sull’utilizzo di tecnologie consolidate.
Durante uno degli incontri incentrati sull’elaborazione di una vision efficace, incontri alla base di questa serie di articoli, è emerso che in un mercato come quello attuale, un oceano rosso sangue dove la corsa al ribasso dei prezzi non è sempre praticabile e neppure conveniente, l’azienda può distinguersi dai propri competitors soltanto puntando in maniera decisa all’eccellenza. Eccellenza intesa come elevata qualità, sia nella progettazione che nella realizzazione/erogazione, dei propri prodotti e servizi.
In particolare, nel coso specifico sopra citato:
- progettazione rapida, accurata e coerente con le necessità del cliente;
- rispetto delle specifiche di progetto;
- rispetto dei tempi e dei costi previsti;
- efficienza ed efficacia nell’erogazione dei servizi;
- utilizzo di tecnologie all’avanguardia.
Il marchio aziendale deve rappresentare garanzia assoluta per il cliente che vuole affidarsi, senza alcun compromesso, ai migliori professionisti del settore, conscio che soluzioni più economiche non potranno mai offrire la stessa affidabilità e la stessa efficienza, con conseguente penalizzazione del TCO.
Per raggiungere un reale vantaggio competitivo sui concorrenti, in sostanza, l’azienda deve cercare di trasformare le risorse aziendali in competenze distintive, sviluppando l’abilità di integrare e coordinare in modo efficace ed efficiente le condizioni esterne, le caratteristiche dell’organizzazione, la finalità e i valori in essa incorporati.
Alfonso Stuardi